Profilo altimetrico

Tappa 1

San Vittore - Venafro

Il percorso  di questa tappa, inizio del cammino molisano,  prende il via dal confine con la  Campania, al valico delle  Tre Torri, passo della antica viabilità. L’itinerario scende dolcemente verso la piana di Venafro  attraversando la zona degli uliveti (Parco degli Ulivi) produttori di un olio conosciuto per la qualità sin dall’epoca romana.  

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3:00

Tappa 2

Venafro - Isernia

Il percorso dalla pianura di Venafro sale verso i borghi medioevali  di Santa Maria Oilveto e Roccaravindola Alta, punti panoramici verso la sottostante piana ancora caraterrizzata da estesi uliveti, interrotti dalla zona  per insediamenti produttivi di Pozzilli, e verso le propagini del Matese  ove spicca  il borgo di Monteroduni con il castello Pignatelli  

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7:18

Tappa 3

Isernia - Castelpetroso (Santuario Madonna dell’Addolorata)

L’itinerario attraversa i luoghi della scoperta del sito de La Pineta di Isernia  ove sono venuti alla luce resti dei frequentazione da parte dell’uomo primitivo  risalenti a circa 740.000  anni addietro.
Anche questo tratto è in comune fra i due percorsi della presente proposta di Via Francigena del Sud. Il tracciato si svolge fra i rilievi collinari, propagini del Matese isernino, su stradine  in genere dal fondo asfaltato nel primo tratto  e poi, nella seconda parte,  con una lunga stradina brecciata.
L’ambiente attraversato è molto vario  con terreni ad uso agricolo, anche a piccoli appezzamenti, e  zone a bosco (pinete, bosco misto e faggete).  

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3:18

Tappa 4

Castelpetroso - Cantalupo nel Sannio

Il  cammino prende inizio a cavallo dello spartiacque tra i due fiumi Volturno e Biferno, direzione sud-est, lungo l’antico Tratturo “Pescasseroli-Candela”. Una leggera discesa accompagna nella valle circondati da boschi, corsi d’acqua e piccole contrade, storicamente a servizio dell’imponente via della Transumanza.
 

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2:24

Tappa 5

Cantalupo nel Sannio - San Massimo

Da Catalupo nel Sannio il cammino si assesta alle pendici del Massiccio del Matese fiancheggiando, e a volte ricalcando, la traccia del Tratturo “Pescasseroli-Candela”. Inizialmente il percorso è in discesa versa la piana, successivamente diventa pianeggiante contornato da file di alberi. Campi coltivati e antiche dimore rurali accompagnano il cammino attraverso luoghi dai mille racconti.
 

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Tappa 6

San Massimo - Bojano

Da San Massimo a Bojano il percorso si allontana dalle vicine direttrici principali e si spinge vicinissimo alle ripide pareti della montagna interamente ricoperta da boschi con piccole macchie di pascoli.  E’ la base del Monte Miletto, nota località sciistica del centro-sud Italia, che raggiunge alla sua sommità i 2050 m.s.l.m..
 

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2:12

Tappa 7

Bojano - Campochiaro

Bojano è la capitale del Sannio Pentro ed offre ai suoi visitatori numerose punti di interesse a carattere culturale e naturalistico. L’acqua è l’elemento naturale che attraversa e circonda tutto l’abitato.  A circa 200mt. più in alto di Bojano, affacciata sulla sottostante piana, sorge Civita di Bojano, un piccolo borgo medioevale con i ruderi di un castello. Il percorso in uscita per questa tappa costeggia 2 delle più importanti sorgenti del Matese: “Pietre Cadute” , “Rio Freddo”. Buona parte di questa tappa è pianeggiante e ricalca la traccia del Tratturo “Pescasseroli – Candela” dopodiché si allontana dallo stesso per tornare lungo le pendici della montagna.
 

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1:30

Tappa 8

Campochiaro - Guardiaregia

Interamente immersa nei boschi, questa tappa costeggia ripide pareti della montagna ricalcando sentieri interni all’oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro. La vegetazione e lussureggiante e variegata, numerosa è la presenza di fontanili di acqua sorgiva e potabile. Guardiaregia, durante il cammino, si avvicina facendo bella mostra di se e del suo impervio canyon scavato dal sottostante fiume Quirino che da sempre l’ha protetta dai male intenzionati.
 

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1:12

Tappa 9

Guardiaregia - Altilia

E’ il momento di tornare sul Tratturo “Pescasseroli-Candela”, il cammino lo raggiunge partendo da Guardiaregia e precipitandosi a valle attraverso antiche piste di collegamento. La traccia tratturale è un susseguirsi di sali e scendi che valicano la sella che funge da spartiacque ai fiumi Biferno e Fortore. Questo valico, inoltre, rappresenta un importante confine che segna il passaggio geografico dall’Appennino Centrale all’Appennino Meridionale. Quasi tremila anni di frequentazione della rotta trovano la loro massima espressione con il raggiungimento della antica città di epoca romana, Altilia.
 

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2:18

Tappa 10

Altilia - San Giuliano del Sannio

Questa tappa prende il via dal Tratturo in località “Ponte di Tavole” e attraversa la valle del fiume Tammaro lasciandosi alle sue spalle il “Pescasseroli-Candela” e l’enorme mole del Massiccio del Matese. Per il 90% il percorso è in piano su comode strade asfaltate secondarie..
 

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1:06

Tappa 11

San Giuliano del Sannio - Cercepiccola

Il Matese è oramai dall’altra parte della valle, il panorama lungo il percorso regala stupende occasioni fotografiche. Il percorso e prevalentemente pianeggiante su fondo in asfalto.
 

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0:30

Tappa 12

Cercepiccola - Cercemaggiore

L’ultima tappa di questo cammino collega i due comuni di Cercepiccola e Cercemaggiore. Il percorso è quasi interamente asfaltato e pianeggiante. Il paesaggio è sempre la valle del fiume Tammaro sovrastata dalle montagne del Sannio nella parte terminale a sud.
 

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Premessa
Il tracciato proposto è individuato in base alle notizie storiche riguardanti il tratto molisano della Via Francigena, che unisce le realtà del Lazio, con i capisaldi di San Vittore del Lazio (Fr) e San Biagio Saracinisco (Fr), ai percorsi di Puglia e Campania.
Tale variante, quindi, si ricollega sul versante laziale alla Via Francigena del Sud direzione Via Latina, che passando per Cassino giunge a San Vittore del Lazio e all’altra diramazione, che, passando per Atina, Villa Latina e San Biagio Saracinisco, giunge ai limiti del Molise e Campania. Entrambi i tracciati provengono dalla direttrice principale che parte da Roma e si divide in due rami a Frosinone in direzione del gruppo delle Mainarde.
Il cammino, di facile transitabilità, permette la frequentazione in ogni periodo dell’anno, evitando incontri con la viabilità veicolare. Si sviluppa attraverso sentieri e piste fra la folta vegetazione di farfaracci e all’ombra degli ontani e delle grandi latifoglie.
 
Obiettivi
Il cammino è stato individuato in modo da toccare lungo il percorso non solo i borghi e i centri storici, ma anche ambienti naturali di grande valore e legati alla civiltà agricola e della transumanza. Gli uliveti con alberi monumentali e centenari nella piana di Venafro e i boschi di latifoglie fanno da cornice alle numerose presenze architettoniche di Castelli e Chiese presenti lungo il percorso.
 
Testimonianze storico- culturali e architettoniche
Lungo il percorso sono presenti traccie di viabilità di epoca romana, tratti di viabilità medioevale ben conservati, teatri di epoca romana, resti di ponti per attraversamenti fluviali, centri storici medievali, stazioni di posta, chiese e conventi, numerose testimonianze minori diffuse lungo tutto il tracciato, cinte di epoca preromana e sannita.
 
Paesi attraversati
N. 16 con oltre 60.000 abitanti.
 
Lunghezza del percorso
Km 90.
 
Località attraversate
Il tracciato, ben individuato, è percorribile in ogni periodo dell’anno ad eccezione del breve tratto che attraversa le Mainarde provenendo da San Biagio Saracinisco.
La descrizione viene effettuata partendo dai punti terminali del Lazio, San Biagio Saracinisco (Fr) e San Vittore del Lazio (Fr), a confine con il Molise in direzione della Puglia e della Campania, per poi unirsi verso Isernia.
Da San Biagio Saracinisco si giunge al confine con il Molise con sentieri che toccano Cardito e Cardito Vecchio, di cui rimangono poche tracce, sino al passo che conduce a Cerasuolo, borgo appartanente a Filignano (Is), attraversando il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
 
 
Sentiero presso Filignano (IS)
Da Cerasuolo si raggiunge Colli al Volturno utilizzando un antico tracciato, secondo alcuni storici e studiosi della materia, di epoca sannitica e romana, che collegava i territori attraversati dal corso superiore del Volturno con quelli laziali, protetto dalla poderosa cinta sannitica su monte San Paolo, ritenuto da alcuni studiosi l’antica Aquilonia.
Si supera il Volturno in corrispondenza del Mulino idraulico Raddi, dove il fiume è stretto fra pareti di roccia, con ponticello in pietrame. Si giunge così alla valle dell’abitato di Colli al Volturno, antico borgo fortificato, per proseguire in direzione di Fornelli, classificato uno dei borghi più belli d’Italia e dirigersi verso Macchia di Isernia con tracciato sulla sponda destra del torrente Vandra, attraverso un terittorio caratterizzato da un paesaggio rurale con campi coltivati e irrigati con antiche canalizzazioni in terra.
A Macchia di Isernia proviene l’altro tratto che parte da San Vittore del Lazio, raggiunge San Pietro Infine, propaggine della provincia di Caserta, con i resti dell’intero borgo distrutto dalla ultima guerra mondiale posto sulla “linea Gustav” e, utilizzando un tracciato della antica Via Latina, giunge al confine isernino presso il valico delle Tre Torri. Venafro si raggiunge percorrendo un breve tratto dell’antico tracciato, superando le frazioni di Vallecupa e Ceppagna e attraversando gli estesi uliveti ora tutelati con il Parco degli Ulivi.
Venafro città famosa già in epoca romana di cui conserva teatro e anfiteatro (Il Verlasce) oltre a numerose Chiese.
Il tracciato prosegue verso Pozzilli, anch’esso famoso per la produzione di olio, superando il torrente Rava, e continua su stradine interpoderali all’abitato di Santa Maria Oliveto, splendido borgo fortificato di cui si conserva l’intera cinta di epoca medioevale e continua, attraverso stradine di campagna, per raggiungere il vicino borgo di Roccaravindola, appollaiato su uno sperone roccioso, da cui si domina la sottostante piana, da Venafro a Macchia di Isernia, e si ammira, di fronte, il massiccio del Matese isernino, con il centro storico di Monteroduni e lo stupendo Castello Pignatelli di età medievale. Da qui, si scende per superare il corso d’acqua del Volturno e giungere a Macchia di Isernia ,altro borgo ben conservato dominato dal poderoso Palazzo baronale.
Isernia è facilmente raggiungibile con un tracciato pianeggiante fra campi coltivati in piccoli appezzamenti a orti su tracciati di epoca romana, infatti si attraversa la zona archeologica della Quadrella e si supera il fiume Cavaliere, in corrispondenza dei resti del ponte Giovenale. Poco dopo, dalla antica taverna Rufo, si sale all’abitato di Isernia, percorrendo la lunga e stetta strada  con ai lati i palazzi nobiliari per uscirne a prendere, nei pressi del Museo Paleontologico sede dei ritrovamenti con il paleo-suolo, il Tratturo “Pescasseroli-Candela”, che conduce a Pettoranello di Molise posto in posizione strategica.
Si prosegue, poi, fino ad incontrare il Santuario di Castelpetroso, innestandosi sul Cammino che dalla Basilica Minore dell’Addolorata giunge a Cercemaggiore.

Progetto Percorsi e contenuti: RTP Arcadia 2
Capogruppo: Arch. Cristian Di Paola
Arch. Claudio Di Cerbo e Arch. Antonio Di Cerbo