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Quel ‘quadrato magico’ che resiste a tutto. Il palindromo di Acquaviva Collecroce resta un enigma

Quel ‘quadrato magico’ che resiste a tutto. Il palindromo di Acquaviva Collecroce resta un enigma

martedì, 16 ottobre 2018

L’ultimo terremoto, soltanto due mesi fa,  ha riportato la tensione nella piccola comunità di Acquaviva Collecroce, uno dei tre paesi di origine croata presenti in Molise. Ma, a fronte di una Chiesa madre (Santa Maria Ester), nuovamente chiusa per le lesioni riportate da tutte le navate, c’è un simbolo di storia e mistero che resiste. E’ il ‘quadrato magico’ che poggia sulla facciata della Chiesa, lato campanile.
E’ uno dei palindromi più noti nella storia medievale. Il  quadrato del Sator, una ricorrente iscrizione latina, in forma di ‘quadrato magico’, composta di cinque parole: Sator, Arepo, Tenet, Opera, Rotar. La loro giustapposizione, nell’ordine indicato, dà luogo a un palindromo, una frase che rimane identica se letta da sinistra a destra o viceversa. Il ‘quadrato magico’ di Acquaviva Collecroce mette le parole in quest’ordine: Rosat, Opera, Tenet, Arepo, Sator e ha una storia in parte ignota. Più antica della chiesa dove è tuttora ‘appoggiato’. Sulla sua funzione una ridda di ipotesi, molte delle quali suggestive, che sfociano nell’esoterico. Le stesse ipotesi che circolano da secoli tra gli studiosi e storici dei Paesi del Mediterraneo dove più repliche del palindromo sono state ritrovate.
Gli esemplari più antichi e più celebri sono quello incompleto rinvenuto nel 1925 durante gli scavi di Pompei, inciso su una colonna della casa di Paquio Proculo e quello trovato nel novembre del 1936 su una colonna della Palestra Grande, sempre a Pompei. Quest'ultimo ha avuto grande importanza negli studi storici relativi alla frase palindroma poiché esso è completo e arricchito da altri segni interessanti e fu certamente inciso prima dell'eruzione del 79 d.C.
Il ‘quadrato magico’ di Acquaviva è protetto da un vetro, e può essere apprezzato in tutto il suo mistero anche oggi che la chiesa è chiusa. Chiesa che lo ha ospitato all’interno dopo il terremoto del 2002, prima che il nuovo sisma costringesse gli addetti ai lavori alla nuova chiusura.
Tanti gli approfondimenti sul significato letterale e intrinseco della pietra: qualcuno gli attribuisce una connotazione religiosa, legata al Paternoster, quindi all’uso come simbolo identificativo da parte dei primi cristiani, con l'aggiunta della A e della O in riferimento all’Alfa e all’Omega dell’Apocalisse.
Tra le altre ipotesi quella secondo cui il ‘quadrato’ doveva rappresentare un simbolo, un segnale particolare per manifestare una funzione svolta ‘in loco’. Su questa base si può formulare un’ipotesi sulla presenza del palindromo ad Acquaviva che riporta all’epoca della dominazione normanna.
Ma c’è di più, come spiega l’architetto Franco Valente: “Siamo effettivamente di fronte a diversi interrogativi. Innanzitutto la presenza dei quadratini laterali a destra e in basso, che rivelano la natura di un ‘quadrato magico’ anomalo. Sono quadratini senza incisioni, il che farebbe supporre che la pietra sia stata incisa su uno schema che era già presente. Ma quale schema? E perché è stata incisa in quel modo? Senza tralasciare la questione temporale che fa rientrare la faccenda nel periodo in cui c’erano i Templari. Bisognerà indagare ancora” conclude Valente. E’ probabile che dell’argomento si discuterà in futuro in una giornata di studi che sarà indetta dall’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Trolio.
L’enigma rimane, quindi, per ora in bella mostra sulla facciata laterale di una chiesa importante, edificata nel ‘500 dai Cavalieri dell’Ordine di Malta, di cui Acquaviva era una Commenda. Tanto ancora da capire. La pietra deve svelare tutte le sue verità.