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I giorni di San Polo Matese, il piccolo borgo dei due presepi

I giorni di San Polo Matese, il piccolo borgo dei due presepi

venerdì, 21 dicembre 2018

Quando arriva il Natale, San Polo Matese si accende. Letteralmente e nello spirito dei suoi tenaci abitanti. Luci sul presepe vivente che in regione vanta più edizioni consecutive. E luci sulla natività in miniatura che non ti aspetti, quella che racconta una storia nella storia, quella della famiglia Rogati e di una passione innata per le cose belle.
Due piccoli primati per questo minuscolo paese, che è pure il paese degli Zampognari del Matese, quelli veri, che quest’anno suoneranno in sei, sempre indossando i costumi tipici, per rendere più atmosferica la scena della nascita di Gesù.
Tanti buoni motivi per andare a San Polo, almeno il 26 e il 27 dicembre, quando circa 150 persone tra figuranti e organizzatori, saranno tra i vicoli e le caratteristiche salite, per apparecchiare una natività che si distingue per l’organizzazione impeccabile, la cura dei dettagli e per i luoghi. Percorso quest’anno rinnovato, lungo meno di un chilometro. Ci sono gli scorci medievali, la chiesa di San Pietro in Vincoli, tanti piccoli angoli da scoprire e piazza Guerino Iezza. Mezz’ora di cammino, a partire dalle 17.30, fino a quando ci sarà gente, senza sosta.
Parrocchia, pro loco, Comune e la solita dozzina di volontari tutto cuore stanno preparando un’edizione che, tempo permettendo, potrebbe portare a superare il record di 3mila presenze di due anni fa.
Ma i numeri sono solo numeri. Quello che più conta è che il presepe vivente di San Polo è diventato negli anni il presepe di diversi paesi del Matese. I figuranti arrivano anche da Campochiaro, Bojano, Spinete e da tutti gli altri centri dell’area. Un mix di giovani e anziani, questi ultimi quasi tutti del posto, che rappresenta il modo più efficace per dare forza e continuità a una tradizione molto sentita.
Di contorno il mercatino con tante cose buone da mangiare, la pizza a portafoglio, il miele e mestolate di vin brulé.
Non è finita qui per il presepe gemellato con quelli storici di Morcone e Rivisondoli. A fine percorso, arriva la doppia sorpresa: con la possibilità di accedere al Museo paleontologico curato dal grande Michele Mainelli, il professore che ha raccolto le testimonianze fossili di quando al posto del Matese c’era il mare tropicale. E, sempre nello stesso stabile, a pianterreno, è possibile ammirare il presepe Rogati.
Fu infatti il dottor Luigi Rogati a ideare e far realizzare quest’opera che è di alto valore artistico. Il sogno si concretizzò nel 1961, in una stanza della sua abitazione.
Il progettista ed esecutore dell’ opera fu l’artista Juan Marì Oliva spagnolo di Barcellona, coadiuvato, nella scenografia e nella ordinazione delle figure, dal professor Angelo Stefanucci di Roma.
Il presepe Rogati è assolutamente meraviglioso, di stile palestinese e orientale. Ristrutturato e riaperto al pubblico da qualche anno, dopo gli ingenti danni causati da un terremoto, l’impianto riporta e ricorda l’ambiente della Palestina al tempo di Cristo: il paesaggio (è la Palestina su scala), le figure, i costumi e gli oggetti. Le figure in primo piano, alte circa 25 centimetri, sono state modellate in cartapesta dallo scultore pugliese Antonio Mazzeo sulla scorta di figurini e di modelli ricavati da antiche stampe, bassorilievi e pitture.
Quelle in secondo piano e degli sfondi (in sei diverse altezze da 20 a 3 cmentimetri) in terracotta sono state modellate su ordinazione a Barcellona, e poi portate a San Polo.
Il visitatore resta coinvolto dalla delicatezza dei dettagli, dalla bellezza del paesaggio, della varietà di colori che lo rappresentano, dalla fedele riproduzione dei più piccoli oggetti. E pure dalla narrazione di una voce fuori campo che descrive le atmosfere di notte e di giorno, con un pregevole gioco di luci e ombre. Per maggiori informazioni sul presepe Rogati si consiglia http://www.matese.org/Matese_org%20-%20costumi%20e%20usanze_file/presepe%20rogatti.htm Per il presepe vivente, la pagina https://www.facebook.com/PresepeviventeSanPoloMatese/
Dopo di che non abbiamo scelta: dobbiamo andare tutti a San Paolo Matese, nel borgo piccolo e accogliente, ma soprattutto nel paese dei due presepi.