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Castelverrino, minuscolo borgo in un paesaggio fatato

Castelverrino, minuscolo borgo in un paesaggio fatato

venerdì, 23 novembre 2018

Se è vero che ‘piccolo è bello’, Castelverrino appartiene alla categoria dei mini borghi d’Italia. Dei 136 Comuni molisani è il più piccolo, appena 106 abitanti, gli fa... concorrenza Provvidenti, che, mentre scriviamo, ne conta 109. Appollaiato su rampe di pietra e costoni di tufo, il paesino altomolisano spunta nella vegetazione fitta e incontaminata, a monte del fiume Verrino. Qui si presenta ai visitatori come una goccia bianca in mezzo a un oceano verde che ne evidenzia subito le prerogative naturalistiche.
Merita di essere apprezzato, Castelverrino, per tanti piccoli motivi, primo fra tutti: resiste strenuamente allo spopolamento e rappresenta la quintessenza dell’autenticità dei nostri luoghi.
Nel nucleo di casette si distinguono anche alcuni monumenti che, tra una puntatina alle belle querce monumentali e una camminata nel borgo, funzionano da efficaci intermezzi culturali. La chiesa Madre Ss Simone e Giuda (guarda nella gallery), l’antica chiesa di Santa Lucia, sulla destra del Verrino, e soprattutto il palazzotto baronale, su cui ci soffermiamo, segnano la storia di questo paesino che, proprio perché meno accessibile, ha mantenuto inalterato il suo fascino rurale. E, una volta che ci sei dentro, la sua dimensione quasi fatata ti pervade.
“Affacciandosi alle ringhiere di balconi e terrazzamenti – scrive Maria Franca Martino, storica e scrittrice, in una delle sue pubblicazioni - si scorgono  in basso la piazza Trento e Trieste e via San Rocco che si snoda fino alla curva delle prime querce ombrose, portale naturale d’ingresso al paese” . Poi “quando di notte cala la nebbia e al mattino pian piano dirada, allora, paesi e cime di colli affiorano come isole dal soffice mare grigio che inonda i fondali degli avvallamenti orografici e tutto l’insieme privilegia lo sguardo che ammira”. Parole d’amore per il borgo natìo, che riflettono al tempo stesso la magia di quel puntino luminoso, come un faro in un grande insieme, che è Castelverrino nel suo meraviglioso contesto paesaggistico, la sua vera forza.
Dicevamo del palazzotto baronale. La signora Maria Franca e il fratello Ugo sono tra i proprietari dell’edificio.  Come un tipico borgo medievale, il paese si sviluppa intorno alla chiesa e al castello che troneggiano sulla piazza. “Una delle piazze più deliziose del Molise – scrive lo storico Franco Valente sull’Atlante Castellano del Molise, pubblicazione a cura della sezione regionale dell’Istituto Italiano dei Castelli – Qui, in uno spazio di circa cento metri quadrati, si apre il portale del palazzotto baronale che fu totalmente trasformato nell’Ottocento post-unitario”. Il colpo d’occhio è sorprendente, forse proprio perché l’occhio si riempie tutto delle dimensioni contenute della piazza. Fa parte del palazzotto una torre circolare angioina “l’ultima rimasta del sistema di difesa castellano, con la porta apicale troncata per fare da terrazza. Due piccolissime feritoie settecentesche oggi ricordano che questi palazzotti, finite le contese feudali, si attrezzarono per difendersi dai briganti”. Ancora l’architetto Valente.
C’è qualcosa di particolare in questo luogo, tutto è raccolto in un fazzoletto di terra accogliente, a due passi dalle querce monumentali, sferzati dall’aria rigenerante dell’Alto Molise. In questo minuscolo angolo di mondo,  il palazzotto di Castelverrino, che può essere visitato su appuntamento chiamando il numero 3409387652, rappresenta una specie di baluardo di civiltà e resistenza cultuale in un territorio da sostenere e amare, nel Molise nascosto, quello piccolo, quello a dimensione di fiaba.

Letture consigliate: “Il palazzo baronale di Castelverrino” di Maria Franca Martino”.
Nella gallery in basso (foto visitmolise):
Chiesa Madre
Case impostate sulle mura
Paese a monte
Portale d'ingresso palazzotto
Torre cimata palazzo baronale
Mura