Profilo altimetrico

Tappa 1

Castelpetroso - Cantalupo nel Sannio

Il  cammino prende inizio a cavallo dello spartiacque tra i due fiumi Volturno e Biferno, direzione sud-est, lungo l’antico Tratturo “Pescasseroli-Candela”. Una leggera discesa accompagna nella valle circondati da boschi, corsi d’acqua e piccole contrade, storicamente a servizio dell’imponente via della Transumanza.
 

Visualizza 11,00Km
2:24

Tappa 2

Cantalupo nel Sannio - San Massimo

Da Catalupo nel Sannio il cammino si assesta alle pendici del Massiccio del Matese fiancheggiando, e a volte ricalcando, la traccia del Tratturo “Pescasseroli-Candela”. Inizialmente il percorso è in discesa versa la piana, successivamente diventa pianeggiante contornato da file di alberi. Campi coltivati e antiche dimore rurali accompagnano il cammino attraverso luoghi dai mille racconti.
 

Visualizza 6,10Km
1:24

Tappa 3

San Massimo - Bojano

Da San Massimo a Bojano il percorso si allontana dalle vicine direttrici principali e si spinge vicinissimo alle ripide pareti della montagna interamente ricoperta da boschi con piccole macchie di pascoli.  E’ la base del Monte Miletto, nota località sciistica del centro-sud Italia, che raggiunge alla sua sommità i 2050 m.s.l.m..
 

Visualizza 8,20Km
2:12

Tappa 4

Bojano - Campochiaro

Bojano è la capitale del Sannio Pentro ed offre ai suoi visitatori numerose punti di interesse a carattere culturale e naturalistico. L’acqua è l’elemento naturale che attraversa e circonda tutto l’abitato.  A circa 200mt. più in alto di Bojano, affacciata sulla sottostante piana, sorge Civita di Bojano, un piccolo borgo medioevale con i ruderi di un castello. Il percorso in uscita per questa tappa costeggia 2 delle più importanti sorgenti del Matese: “Pietre Cadute” , “Rio Freddo”. Buona parte di questa tappa è pianeggiante e ricalca la traccia del Tratturo “Pescasseroli – Candela” dopodiché si allontana dallo stesso per tornare lungo le pendici della montagna.
 

Visualizza 7,00Km
1:30

Tappa 5

Campochiaro - Guardiaregia

Interamente immersa nei boschi, questa tappa costeggia ripide pareti della montagna ricalcando sentieri interni all’oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro. La vegetazione e lussureggiante e variegata, numerosa è la presenza di fontanili di acqua sorgiva e potabile. Guardiaregia, durante il cammino, si avvicina facendo bella mostra di se e del suo impervio canyon scavato dal sottostante fiume Quirino che da sempre l’ha protetta dai male intenzionati.
 

Visualizza 5,00Km
1:12

Tappa 6

Guardiaregia - Altilia

E’ il momento di tornare sul Tratturo “Pescasseroli-Candela”, il cammino lo raggiunge partendo da Guardiaregia e precipitandosi a valle attraverso antiche piste di collegamento. La traccia tratturale è un susseguirsi di sali e scendi che valicano la sella che funge da spartiacque ai fiumi Biferno e Fortore. Questo valico, inoltre, rappresenta un importante confine che segna il passaggio geografico dall’Appennino Centrale all’Appennino Meridionale. Quasi tremila anni di frequentazione della rotta trovano la loro massima espressione con il raggiungimento della antica città di epoca romana, Altilia.
 

Visualizza 9,30Km
2:18

Tappa 7

Altilia - San Giuliano del Sannio

Questa tappa prende il via dal Tratturo in località “Ponte di Tavole” e attraversa la valle del fiume Tammaro lasciandosi alle sue spalle il “Pescasseroli-Candela” e l’enorme mole del Massiccio del Matese. Per il 90% il percorso è in piano su comode strade asfaltate secondarie..
 

Visualizza 4,50Km
1:06

Tappa 8

San Giuliano del Sannio - Cercepiccola

Il Matese è oramai dall’altra parte della valle, il panorama lungo il percorso regala stupende occasioni fotografiche. Il percorso e prevalentemente pianeggiante su fondo in asfalto.
 

Visualizza 3,30Km
0:30

Tappa 9

Cercepiccola - Cercemaggiore

L’ultima tappa di questo cammino collega i due comuni di Cercepiccola e Cercemaggiore. Il percorso è quasi interamente asfaltato e pianeggiante. Il paesaggio è sempre la valle del fiume Tammaro sovrastata dalle montagne del Sannio nella parte terminale a sud.
 

Visualizza 4,40Km
1:06

Premessa
Il tracciato collega due importanti poli religiosi, quali la Basilica Minore dell’Addolorata di Castelpetroso (IS) e il Santuario della Madonna della Libera di Cercemaggiore (CB), utilizzando come linea ideale il Tratturo Pescasseroli–Candela.
Il cammino è fruibile in qualsiasi periodo dell’anno non presentando particolari difficoltà altimetriche.

Obiettivi
Il tracciato intende promuovere il territorio molisano, creando un collegamento tra i due poli religiosi sopra indicati, che si snoda attraverso 12 comuni del comprensorio matesino e appenninico e valorizzando i borghi attraversati, tra culto mariano, archeologia (vedi la città romana di Altilia presso Sepino) e ambiente, data la presenza di luoghi di particolare valore naturalistico, come la Riserva Naturale Regionale di Guardiaregia-Campochiaro con annessa Oasi WWF. L’area, infatti, è parte del nascente Parco Nazionale del Matese.

Paesi coinvolti

  • Provincia di Isernia: Castelpetroso – Santa Maria del Molise – Cantalupo nel Sannio;
  • Provincia di Campobasso: San Massimo – Bojano – San Polo Matese – Campochiaro – Guardiaregia – Sepino – San Giuliano del Sannio – Cercepiccola – Cercemaggiore.


Santuari e Testimonianze
Santuario della Madonna della Libera di Cercemaggiore (Campobasso) XIV sec.; la Basilica Minore dell’Addolorata di Castelpetroso (Isernia); la Cattedrale di Bojano; i resti del Santuario italico di Ercole presso Campochiaro IV sec. a.C.; i borghi storici dei paesi matesini attraversati; la riserva regionale di Guardiaregia-Campochiaro, con annessa oasi WWF; gli importanti resti archeologici della città romana di Altilia presso Sepino I sec. a.C..

Lunghezza del percorso
Km 60.

Località attraversate
Il percorso prende il via dal Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso (oggi Basilica Minore), prosegue in direzione della SS17 e, attraverso una mulattiera in terra battuta, intercetta il Tratturo “Pescasseroli-Candela”. Il percorso prosegue sempre dritto lungo la traccia principale fino ad incrociare una strada asfaltata secondaria. La rotta svolta bruscamente a sinistra, scendendo in direzione Indiprete, nei pressi della piccola chiesa di Santa Maria della Libera.
Dal piccolo agglomerato urbano di Indiprete, adiacente la SS17, il percorso prosegue costeggiando la destra del piccolo torrente Borrello, per circa 1,5 km. Il fondo è inizialmente in breccia per poi trasformarsi in terra battuta fino in prossimità del sottopasso della statale 87, con attraversamento di un piccolo ruscello. La strada del cammino lascia temporaneamente la rotta del Tratturo e comincia la sua salita verso il borgo di Cantalupo nel Sannio. Superato l’attraversamento della SS, un breve tratto di strada asfaltata accompagna fino all’imbocco dello sterrato a sinistra. È un susseguirsi di piccole valli con continui sali-scendi, si attraversano due affluenti del torrente principale e si comincia la salita panoramica verso la località Sant’Eramo.
Quest’ultimo tratto del cammino comincia con una comoda strada secondaria, che si snoda attraverso numerose contrade e frazioni appartenenti a Cantalupo nel Sannio. Il fondo è prevalentemente asfaltato, eccezion fatta per l’ultima tratta prima dell’accesso al paese, che avviene attraverso un antico ingresso dal versante della montagna.
Da Cantalupo nel Sannio il cammino si assesta alle pendici del Massiccio del Matese fiancheggiando, e a volte ricalcando, la traccia del Tratturo “Pescasseroli-Candela”. Inizialmente il percorso è in discesa versa la piana, successivamente diventa pianeggiante contornato da file di alberi. Campi coltivati e antiche dimore rurali accompagnano il cammino attraverso luoghi dai mille racconti, dal Brigantaggio al mondo dei pastori.
Il cammino continua prendendo la direzione per San Massimo. Usciti, quindi, dal centro urbano di Cantalupo, si cominciano a percorrere tratti asfaltati secondari in discesa in direzione del Tratturo “Pescasseroli-Candela”. Giunti sul medesimo, riparati dall’ombra degli alberi, che ne delimitano la traccia, si percorre poco più di un chilometro, per arrivare alla salita a mezza costa verso San Massimo.
Lasciata la mulattiera in piano sul Tratturo, la traccia svolta bruscamente a destra e comincia la leggera, ma costante, salita in direzione del borgo arroccato di San Massimo. Il fondo stradale (asfaltato) si snoda tra abitazioni di borgate che anticipano l’agglomerato principale.
Da San Massimo a Bojano il percorso si allontana dalle vicine direttrici principali e si spinge vicinissimo alle ripide pareti della montagna, interamente ricoperta da boschi con piccole macchie di pascoli. È la base del Monte Miletto (2050 metri s.l.m.), con ai piedi la stazione di Campitello, nota località sciistica del Centro-Sud Italia, situata a 1426 mt s.l.m..
Dalla piazza principale del paese, in direzione sud, si risale lungo il vicolo principale che lascia la Chiesa madre sulla destra. Una volta fuori dall’agglomerato di case del borgo, il percorso diventa in ripida salita per circa 400 mt, con fondo in cemento e a tratti in ciottoli. Alla fine della salita il cammino prosegue sulla sinistra in leggero falso piano ed esce definitivamente dalle abitazioni circostanti per proseguire su di una comoda strada bianca tra le montagne. Superato il tratto pianeggiante, prima che cominci la discesa, la traccia svolta a destra di 90 gradi, lasciando la comoda strada bianca per inerpicarsi in direzione della montagna. Circa 400 mt di salita portano ad attraversare un piccolo canalone sulla sinistra, per poi ridiscendere lungo una mulattiera ben visibile. La rotta è verso la piana, inizialmente la discesa è disconnessa trasformandosi, nel tratto pianeggiante, in una comoda strada bianca che termina ad un incrocio asfaltato. Si continua svoltando a destra in discesa, raggiungendo l’agglomerato di “Masserie Ciccagne”, si lascia di nuovo l’asfalto e si prosegue dritto attraverso le diroccate abitazioni, qualche centinaio di metri e si incrocia di nuovo la strada asfaltata che raggiunge, sulla destra, la fine di questa tappa parziale, la chiesa della Madonna della Libera di Castellone presso Bojano (CB).
A questo punto il percorso sente l’influenza della vicina cittadina di Bojano, la periferia è un continuo susseguirsi di case. Lasciato alle spalle l’ingresso della Chiesa, si prosegue in direzione sud-est, superando un piccolo ponte e svoltando successivamente a sinistra. Poche decine di metri e al cartello STOP si raggiunge una strada a scorrimento veloce, svoltando a sinistra si passa di nuovo su di un ponte subito dopo il quale la strada del cammino gira di 90 gradi a destra su una sbrecciata. Poche decine di metri e si scavalca un nuovo ponte, svolta destra e poi si segue il percorso principale che accompagna fino al centro della cittadina di Bojano.
Bojano è la capitale del Sannio Pentro ed offre ai suoi visitatori numerose punti di interesse a carattere culturale e naturalistico. L’acqua è l’elemento naturale che attraversa e circonda tutto l’abitato. A circa 200 mt. più in alto di Bojano, affacciata sulla sottostante piana, sorge Civita di Bojano, un piccolo borgo medioevale con i ruderi di un Castello medievale distrutto da Federico II. Il percorso in uscita per questa tappa costeggia due delle più importanti sorgenti del Matese: “Pietre Cadute” e “Rio Freddo”. Buona parte di questa tappa è pianeggiante e ricalca la traccia del Tratturo “Pescasseroli–Candela”, dopodiché si allontana dallo stesso per tornare lungo le pendici della montagna.
In direzione sud-est, sulle orme del Tratturo, il cammino riprende pianeggiante e su strada asfaltata. Subito fuori dall’abitato principale si supera il piccolo invaso scaturito dalle sorgenti di Pietre Cadute, si prosegue su asfalto mantenendo la sinistra e attraversando il passaggio a livello. Subito dopo i binari si svolta a destra percorrendo l’asfalto parallelo alla linea ferroviaria fino ad imboccare, sulla stessa rotta, la strada in erba. Poche centinaia di metri e si svolta nel sottopasso ferroviario per poi proseguire fino alla strada asfaltata. Il percorso costeggia la strada principale fino a raggiungere in leggera salita l’ingresso della Chiesa di San Michele a San Polo Matese.
Incamminandosi in direzione sud-est, con la Chiesa di San Michele alle spalle, si attraversa la strada che collega il borgo di San Polo Matese e si scende lungo una stretta strada asfaltata che conduce in un susseguirsi di piccole valli. Al primo incrocio si risale a destra e, dopo circa un centinaio di metri, si svolta a sinistra per seguire una stretta stradina asfaltata, che a breve si trasforma in una mulattiera lungo una condotta interrata identificabile dal susseguirsi dei pozzetti. La mulattiera, lungo la condotta, scende nella piccola valle denominata “Fosso del Perito” per poi risalire e svoltare a destra su di una stretta strada asfaltata che conduce al paese di Campochiaro. Raggiunte le pendici del borgo, il percorso svolta a destra in una strada brecciata. La traccia costeggia il paese che sovrasta sulla sinistra e lo aggira guadagnando il suo ingresso nella parte più alta.
Interamente immersa nei boschi, questa tappa costeggia ripide pareti della montagna ricalcando sentieri interni all’Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro. La vegetazione è lussureggiante e variegata, numerosa è la presenza di fontanili di acqua sorgiva e potabile. Guardiaregia, durante il cammino, si avvicina facendo bella mostra di sé e del suo impervio canyon scavato dal sottostante fiume Quirino.
Dalla piazza centrale del paese il percorso scende per poche decine di metri ed imbocca una lunga scalinata, a seguire si svolta a destra alla farmacia e si prosegue lungo la via principale fino ad uscire dal nucleo urbano. Al successivo incrocio si segue il cartello che indica “Oasi WWF”, subito dopo si intercettata una antica fontana superata la quale si svolta di 90 gradi a destra sul percorso segnalato CAI. Un percorso di circa 1 km tra i boschi di latifoglie accompagna fino al recinto dell’area faunistica del WWF, lo costeggia svoltando a destra ed arriva in prossimità di Fonte Litania, fine di questa tappa parziale.
Sempre immerso nell’ombra dei fitti boschi di “Defenza delle Castagne”, il cammino costeggia la montagna fino ad intravedere in lontananza il borgo arroccato di Guardiaregia. Poco meno di un chilometro e la strada mulattiera incrocia, in prossimità di una fonte, una strada secondaria asfaltata, svolta a destra lungo l’asfalto per costeggiare ripide pareti della montagna e scavalcare “l’Orrido” scavato dal sottostante fiume Quirino. Superato l’imbocco per la piccola Chiesa di Santa Maria della Neve, si prosegue dritto lasciando l’asfalto e cominciando una ripida mulattiera che conduce fino nel centro storico dell’arroccata Guardiaregia.
È il momento di tornare sul Tratturo “Pescasseroli-Candela”: il cammino lo raggiunge partendo da Guardiaregia e precipitandosi a valle attraverso antiche piste di collegamento. La traccia tratturale è un susseguirsi di sali-scendi che valicano la sella che funge da spartiacque ai fiumi Biferno e Fortore. Questo valico, inoltre, rappresenta un importante confine che segna il passaggio geografico dall’Appennino Centrale all’Appennino Meridionale. Quasi tremila anni di frequentazione della rotta trovano la loro massima espressione con il raggiungimento della antica città di epoca romana, Altilia.
Il cammino prosegue uscendo dal paese in direzione valle lungo la strada di collegamento principale. Seguendo le indicazioni del cammino, si svolta a destra poco prima di raggiungere due palazzine di edilizia popolare. Percorrendo stradine asfaltate secondarie in falso piano, si affrontano diversi incroci che indirizzano ad una antica pista mulattiera, che scende ripidamente nella sottostante piana fino ad incrociare la via della transumanza. A questo punto la rotta cambia di 90 gradi e svolta a destra lasciando l’asfalto.
Il cammino prosegue sempre dritto attraverso dolci salite e discese e oltrepassando piccoli torrenti, mulattiere, fontane, campi coltivati. L’arrivo ad Altilia non passa inosservato, un’imponente porta di ingresso alla città accoglie i visitatori. Il percorso attraversa tutto il sito archeologico uscendone dal versante opposto e proseguendo la sua rotta lungo il tratturo per poche centinaia di metri.
Questa tappa prende il via dal Tratturo in località “Ponte di Tavole” e attraversa la valle del fiume Tammaro lasciandosi alle sue spalle il “Pescasseroli-Candela” e l’enorme mole del Massiccio del Matese. Per il 90% il percorso è in piano su comode strade asfaltate secondarie.
Svoltando ad angolo retto dal Tratturo, direzione nord, si prosegue lungo una stretta e rettilinea stradina di asfalto in direzione San Giuliano del Sannio. Per qualche chilometro la tratta è pianeggiante fino all’imbocco in piena curva della mulattiera, che comincia la salita in direzione del paese. Il Matese è oramai dall’altra parte della valle e il panorama lungo il percorso regala stupende occasioni fotografiche. Il percorso è prevalentemente pianeggiante su fondo in asfalto.
Si risale dalla piazza in direzione nord-est per svoltare alla prima traversa a destra. Seguendo le indicazioni del cammino si superano alcuni incroci in direzione Cercepiccola. Circa un chilometro di percorso in falso piano direzione est e il tracciato svolta bruscamente a sinistra lunga una leggera ma costante salita, fino a giungere all’area attrezzata “Oasi di San Francesco”. Si entra nell’Oasi seguendo l’unico percorso che scende verso l’area attrezzata, si oltrepassa la passerella in legno sul torrente e si risale lungo il sentiero che accompagna sin dentro il “cuore” del piccolo e curato borgo di Cercepiccola.
L’ultima tappa di questo cammino collega i due comuni di Cercepiccola e Cercemaggiore. Il percorso è quasi interamente asfaltato e pianeggiante. Il paesaggio è sempre la valle del fiume Tammaro sovrastata dalle montagne del Sannio nella parte terminale a sud.
La traccia taglia in due il piccolo borgo di Cercepiccola uscendo dal lato opposto all’ingresso direzione est. Una breve discesa e due tornanti portano a quota di strada in direzione Cercemaggiore. Si tratta di una strada asfaltata secondaria con numerosi casali lungo il tracciato. A pochi chilometri alla fine della tappa, dopo il superamento di un piccolo ponte in piena curva a destra, si lascia l’asfalto e si prosegue in salita lungo una mulattiera. Qualche centinaio di metri e la mulattiera torna ad essere una piccola strada comunale asfaltata che di lì a poco raggiunge l’ultima tappa di questo cammino, il Santuario di Santa Maria della Libera di Cercemaggiore.

Progetto Percorsi e contenuti: RTP Arcadia 2
Capogruppo: Arch. Cristian Di Paola
Arch. Claudio Di Cerbo e Arch. Antonio Di Cerbo