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Torella vedetta del Sannio, il castello e la donna che ha segnato il '900

Torella vedetta del Sannio, il castello e la donna che ha segnato il '900

mercoledì, 31 ottobre 2018

Lo vedi da lontano, salendo la strada. Imponente, enigmatico, con quelle tre torri cilindriche a base scarpata più alte rispetto agli altri corpi della fabbrica. Il castello di Torella del Sannio affascina chiunque passi dalle parti di questo paese collocato nel cuore del Molise, con vista sul tratturo Castel di Sangro Lucera.
Nonostante le varie modifiche, il maniero conserva ancora alcuni elementi originali di impianto angioino, mostrando una forma trapezio-rettangolare, irregolare che viene interrotta a Nord da un piccolo giardino interno.
Tanti, troppi terremoti ne hanno compromesso il disegno originario. Ma il castello conserva suggestioni notevoli.  Il sisma del 1805 fece crollare un’ala della struttura cosicché gli ultimi feudatari decisero di venderlo a Gennaro Ciamarra vecchio amministratore di origine albanese, che lo acquistò per viverci con la sua famiglia. Comincia così l’era in cui la fortificazione assume l’aspetto di una casa borghese.
Oggi il castello è diviso tra due proprietari, uno dei quali, Leonardo Cammarano, è discendente dei Ciamarra. Ed è in queste stanze che si mantiene vivo il ricordo di Elena Ciamarra, pittrice e musicista morta nel 1981 dopo una vita votata all’arte.
La casa-museo è ricca di atmosfere, opere e oggetti che ricordano Elena. C’è anche lo storico piano Steinway, chiamato familiarmente Stanvè, pezzo forte di tutto il patrimonio artistico-musicale della famiglia. Da poco, grazie a un recente restauro, è tornato a far risuonare le sue note nelle stanze e nei dintorni del castello che ospita al suo interno numerosi eventi culturali, presentazioni di libri, concerti e rassegne musicali.
Attorno al nome di questa donna straordinaria, si sono riaccesi i riflettori proprio in questi giorni. Una settimana fa le è stata intitolata una strada. Una settimana fa l’apertura di una mostra dedicata al suo estro pittorico.
Forte personalità e talento: un grande personaggio. Da conoscere, da apprezzare.
La nuora, Angela Piscitelli, moglie di Leonardo, la  descrive così: “Quella schiva signora con il camice nero imbrattato di colori ad olio accoglieva i bimbi con una mela, o una caramella, nel tentativo, qualche volta vano, di farli star fermi a posare per un ritratto. La signora gentile che riempiva di musica tutte le viuzze scoscese del centro antico e ancora, giù per le valli, note cristalline e lontane..... In ogni stagione, anche quella terribile della guerra, dove si industriò a suonare per amici e nemici, offici religiosi e conforto, perché i soldati erano tutti ragazzi, avevano madri lontane, e soffrivano.
‘Un'apprendista....’ cosi si considerava fino alla vecchiaia, fino agli ultimi giorni, quando guardava con occhi ancora curiosi i tratti dei volti intorno a lei, martellando il lenzuolo con le dita stanche, per tenere a mente una melodia che lei solo poteva ascoltare”.
Ci sono gli umori e la vita di Torella nei tratti pittorici e nei fraseggi musicali di Elena Ciamarra. Per questo la mostra a lei dedicata rappresenta un manifesto molto efficace per raccontare una fase topica della storia torellese.
"Il luogo della vita e della meraviglia"  è stata inaugurata mercoledì scorso. Presenti varie autorità tra le altre il sindaco Antonio Lombardi, padrone di casa comprensibilmente orgoglioso di aver reso possibile un evento sentito da tutta la comunità, e l’assessore regionale al Turismo e alla Cultura Vincenzo Cotugno. E’ stata curata dall’architetto Franco Valente e da Claudio Neri in stretta collaborazione con la famiglia della pittrice, amministrazione comunale e proloco. Un’azione condivisa, speciale, come tutte quelle che promanano dai nostri borghi, sinonimo di un Molise volitivo e custode della memoria.
Si tratta di una prima vera e propria antologica sull'opera pittorica dell'artista che si e soffermata a lungo sul paesaggio molisano e sui suoi abitanti. I quali oggi omaggiano una figlia illustre del paese natìo, quel piccolo borgo che incombe sui tratturi della transumanza, scortando il transito secolare degli armenti, compresi quelli della famiglia Colantuono della vicina Frosolone.
Vale la pena di vivere questi luoghi così fieri delle origini, capire le storia e conoscere i personaggi di un passato che si fonda su un valore peculiare, che è un tesoro grande di questi tempi: l’autenticità.  
La mostra “Il luogo della vita e della meraviglia” è aperta tutti i giorni compresi i festivi  9-13 16-19. I visitatori potranno godere anche delle meraviglie della Casa Museo di Elena Ciamarra, nel castello bellissimo di cui abbiamo parlato. L'ingresso è gratuito.

Letture consigliate: ‘Alla scoperta della memoria perduta. Torella si racconta' a cura di Carmen e Wanda Conte. Raccolta di storie, poesie e articoli realizzati da 50 persone del posto. Foto in galleria.