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Molise mitico: quella roccia con i graffiti preistorici, che sarebbe piaciuta a Kubrik

Molise mitico: quella roccia con i graffiti preistorici, che sarebbe piaciuta a Kubrik

giovedì, 15 novembre 2018

Anche il Molise ha il suo muro mitico, magico e meraviglioso che testimonia la presenza dell’uomo primitivo alle nostre latitudini. La chiamano ‘balena di pietra’ perché ha quella forma, vista da una certa angolazione, e magari sarebbe piaciuta pure a Stanley Kubrik per una scena di uno dei suoi straordinari film, chissà. E’ una roccia che al suo interno preserva una parete, il riparo sotto roccia di Morricone del Pesco, in territorio di Civitanova del Sannio, 750 metri sul livello del mare. Siamo a pochissima distanza dal tratturo Lucera-Castel di Sangro, quello della transumanza praticata ancora oggi dalla famiglia Colantuono, antica via di collegamento tra l’Abruzzo e il Gargano, con buona parte del percorso in Molise.
E’ qui che si conservano dalla notte dei tempi alcune pitture rupestri, per lo più forme zoomorfe.
Sono distinguibili almeno quattro figure di animali che consentono un confronto cronologico e culturale con altri ritrovamenti europei. Una di esse sarebbe riconducible a una fase del tardo Paleoitico superiore, altre, sempre su base stilistica, possono essere ricondotte all’Età del Ferro.
Le pareti base dei segni sono magicamente levigate, tipiche di una roccia che si è formata su una linea di faglia, che mostra l’azione del ghiaccio e di altri agenti atmosferi naturali. La superficie liscia misura otto metri di larghezza ed è una marna, roccia di calcare e argilla, del Miocene.
La lastra chiara è stata dipinta di nero, probabilmente con un pezzetto di carbone, quella più arcaica, invece, secondo le analisi spettroscopiche, sarebbe segnata da ematite. Quanto alle incisioni, sarebbero state realizzate con un’utensile simile a uno scalpellino di metallo. La maggior parte di queste informazioni sono state diffuse in una relazione della Cooperativa archelogica ‘Le Orme dell’Uomo’ sulla base di una ricerca coordinata dall’Università di Ferrara.  
Incisioni e pitture rupestri sono attribuibili a un lasso di tempo che va dal tardo paleolitico superiore fino ad età considerate storiche.
Siamo insomma di fronte a una serie di graffiti della preistoria, segnalati nel 2011 da un abitante del posto, il signor Guido Lastoria.
Grazie a tale scoperta, oggi possiamo affermare che il riparo di Morricone del Pesco è il primo sito con testimonianze d’arte rupestre mai trovato in Molise e allarga notevolmente l’area del Centro Sud Italia interessata da segni di natura artistica prodotti dai nostri antenati, già nell’età della pietra antica, il paleolitico appunto. Una scoperta importante per il Molise e un monumento della nostra preistoria, poco da eccepire. Che vale la pena di essere apprezzato da vicino in un apprezzabile contesto paesaggistico. Per info e visite guidate 3387149048.