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Il Mistero del Crocifisso ligneo di Petrella, per secoli ignorato il suo valore storico artistico

Il Mistero del Crocifisso ligneo di Petrella, per secoli ignorato il suo valore storico artistico

giovedì, 04 ottobre 2018

La stupenda Chiesa di San Giorgio a Petrella Tifernina custodisce diversi tesori artistici e un piccolo mistero, solo in parte risolto, legato al Crocifisso ligneo. Il Cristo di Petrella é un'opera fino a pochi anni fa sconosciuta nella sua rilevanta storico artistica, una scultura in legno policromo che conserva su di sé oltre 10 strati di policromia, e un’opera mai catalogata, ma molto amata dalla popolazione che ha addirittura spinto con il parroco affinché fosse attentamente compresa e rivisitata.
L’opera é stata quindi restaurata da Restauratori senza Frontiere, intervento necessario perché ci si era accorti che il Cristo in legno presentava dei piccoli fori. Nessuno immaginava che dall'esame di un crocifisso osservato da tanti e tanti anni, potesse venire fuori un'opera del '500. E nemmeno si ipotizzava chi potesse averlo portato in chiesa a Petrella.
Il mistero del Cristo di Petrella era di natura meramente interpretativa, perché si voleva fare chiarezza su un aspetto: se l'immagine fosse quella di un Cristo ancora vivo o se invece rappresentasse un Cristo già morto. Inoltre: chi aveva intagliato l'opera? Era un artista noto o meno?
I restauratori hanno accertato con l'analisi al carbonio che il tronco di pioppo da cui è stata tratta l'immagine è stato tagliato intorno ai primi anni del XVI secolo. Immaginando che quel pezzo di legno sia stato lasciato a stagionare per una trentina di anni, lo scultore ha tratto l'immagine in un arco di tempo che corrisponde ad alcune decati della prima metà del '500.
A fare luce sull'ipotesi del Cristo ancora in vita é stato l'architetto Franco Valente, molto chiaro in proposito: “C'é un particolare che non ammette dubbi - spiega lo storico dell'arte venafrano - il costato è stato già trafitto e quindi Cristo è già morto da qualche minuto. Dunque l'espressione del viso rappresenta una sorta di drammatica fissazione del momento della morte di Cristo che si sarebbe prolungata nel tempo fino a rimanere congelata anche dopo aver reso lo spirito”.
Si tratta pertanto di una scultura assai particolare, ricca di una storia che non è stata ancora rilevata in tutti i suoi aspetti. Una scultura custodita in una delle chiese più importanti della regione, San Giorgio Martire, monumento nazionale in stile romanico, consacrata nel 1211. Assolutamente da visitare.